Mindfulness in Relazione: la via della contempl-azione

L’Associazione coltiva l’intento di offrire un laboratorio e uno spazio di cura, ascolto profondo e condivisione orientati allo sviluppo delle qualità sconfinate del cuore e di una cultura della consapevolezza. Vuole essere uno spazio ove possa dischiudersi e fiorire l’irresistibile bellezza racchiusa nella nostra natura sacra, da cui sgorgano una compassione radicale capace di includere anche noi stessi e una limpida saggezza capace di discernere e dare il cuore a ciò che veramente conta. Offre spazi e tempi di riconnessione profonda con noi stessi, con il nostro centro tenero e vasto, con l’Altro. 

Queste intenzioni si condensano nell’offerta di percorsi formativi, ritiri e seminari orientati all’integrazione tra spiritualità e relazione d’aiuto, tra pratica contemplativa e ascolto profondo. Questi sono rivolti anzitutto ai professionisti della salute e della relazione (in particolare agli psicoterapeuti, ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori socio-sanitari) che vogliono approfondire la dimensione spirituale incarnata della loro vita e del loro lavoro, al fine di creare insieme una rete di sostegno concreto e continuativo; ma sono aperti a tutti coloro che hanno intrapreso un cammino di ricerca interiore e che desiderano approfondire la soglia tra la dimensione spirituale dell’esistenza e la relazione con se stessi e gli altri. L’Associazione aspira infine ad essere un laboratorio per quanti intendono sviluppare nei più diversi ambiti un modello di conduzione o di guida di gruppi di persone basato sulla consapevolezza e sulla visione profonda dell’interconnessione dell’esistenza.

“Consapevolezza” è una traduzione della parola pali sati e significa ri-cor-dare, riportare al cuore la possibilità di dimorare nella salute intrinseca. Evoca il sapere-con, il sapere-insieme: non ha un proprietario, è una dimensione vasta che ci accomuna. Sati Mudita vuole essere un luogo di incontro e di ispirazione reciproca dove poter offrire i propri doni e attingere alla saggezza collettiva che si rende presente quando, nella cornice etica della cura, ci si orienta insieme alla consapevolezza e alle qualità del cuore. Questa è una forma di “attivismo contemplativo” (meravigliosa espressione coniata da Anne Overzee), che con la sua forza contempl-a(t)tiva gentile può contribuire generosamente allo sviluppo di una comunità autenticamente umana, nella convinzione che ogni persona che emerge nell’amore e nella saggezza diventa a sua volta agente perturbante per la trasfigurazione di tutta la società.