Percorso di alta formazione sul vivere, sul morire, sull’amor☀️talita’ e sull’accompagnamento spirituale

Percorso di alta formazione sul vivere, sul morire, sull’amor☀️talita’ e sull’accompagnamento spirituale

Scuola di accompagnamento spirituale

Un percorso di alta formazione sul vivere, sul morire, sull’ amor☀️talità

La consapevolezza dell’impermanenza coniugandosi con la comprensione dell’enorme potenziale umano, imprime nell’animo un senso di urgenza XIV Dalai Lama

Tu sei l’intero oceano in una gocciaRumi

Un percorso di trasformazione profonda della mente-cuore rivolto a tutti gli operatori della salute e della relazione, come pure e a tutti coloro che sono in un cammino interiore e che hanno familiarità con la dimensione del Silenzio. Questo percorso offre la possibilità di fare un approfondimento più mirato su quella soglia tra la dimensione spirituale dell’esistenza e la relazione con se stessi e con gli altri a partire da quel potenziale infinito che si sprigiona quando tocchiamo il mistero del vivere e del morire illuminato dalla nostra natura sacra e radiosa. Per citare le parole del Buddha: “Di tutte le impronte quelle dell’elefante è la piu’ grande. Similmente, di tutte le meditazioni di consapevolezza quella sulla morte, è la piu’ grande”. Il nostro sistema educativo non ci insegna ad esplorare l’aspetto trascendente dell’esistenza. Eppure la morte è qualcosa che accade in ogni istante ed è una compagna costante della nostra vita. Ci sono molti doni che la morte fa a chi osa guardarla in faccia ma “per scoprire il segreto dell’ignoto bisogna attraversarlo e arrendersi alla grazia disarmati”.

 

Percorso professionale di accompagnamento spirituale


Un percorso profondo e di incommensurabile valore sull’arte di accompagnare chiunque si confronti con una malattia seria e con la morte. Il percorso è rivolto ai clinici che accompagnano le persone nella malattia e nell’ultima fase della vita, a coloro che stanno affrontando in ‘prima linea’ la sfida senza precedenti della pandemia e del coronavirus, ma soprattutto a tutti coloro che desiderano familiarizzare, comprendere ed esplorare a fondo la saggezza irradiata nelle nostre vite dalla consapevolezza dell’impermanenza e della morte. Quando osiamo aprirci alla loro verità, esse imprimono in noi un senso di urgenza che ci orienta a ciò che davvero conta e ci spinge a vivere con un’intensità nuova.

 

Tema 1: Comunicazione e malattia

Come possiamo comunicare in modo abile all’interno della relazione di cura? Le parole e i silenzi che possono essere di sostegno al malato.

La rete familiare e affettiva della persona malata: come facilitare la comunicazione tra e con le persone significative per il paziente attraverso le diverse fasi della malattia.


“Le parole vanno al cuore
quando sono salite dal cuore” – Tagore

 


Nel viaggio verso la consapevolezza comprendiamo sempre più a fondo – in particolare quando siamo attraversati da una grande vulnerabilità, nostra o altrui – il potere immenso delle parole e del silenzio nel toccare l’esperienza umana.
Porteremo consapevolezza a come ogni parola possa essere un muro o una finestra su spazi sempre aperti di incontro, di senso, di possibilità, ma anche sull’immenso mistero del vivere e del morire, nel più profondo rispetto del cammino di ciascuno. Ci addestreremo alla ‘retta parola’, ovvero alla parola saggia nell’arte dell’accompagnamento, come pure all’ascolto profondo di noi stessi e dell’Altro appoggiandoci alle qualità umane universali della gentilezza e della compassione, della gioia empatica e dell’equanimità, e a quella particolare postura della mente cuore che si concede di non sapere: la mente del principiante.

 


Tema 2: Le emozioni

Come possiamo trasformare le emozioni in compassione e saggezza?

Le emozioni di chi accompagna.

Come riconoscere, stare-con e trasformare le emozioni oscure: la paura, il senso di impotenza e il dolore.


“Ciò che osserva la paura non è spaventato,
ciò che osserva la rabbia non è arrabbiato” – Chandra Livia Candiani



L’arte di accompagnare una persona nella malattia, nella perdita o nella morte, è un’esperienza immensa e di profonda crescita interiore.
L’intelligenza del cuore, presente in ognuno di noi, seppur talvolta oscurata, sa come nascere e come morire, tuttavia non possiamo accompagnare nessuno in un territorio che non abbiamo esplorato in prima persona, come ci ricorda Frank Ostaseski.
L’arte di accompagnare l’Altro nelle transizioni importanti della vita, nella malattia e sulla soglia del mistero ultimo e supremo della vita implica familiarizzare con l’impermanenza di tutti i fenomeni e in particolare con la nostra stessa transitorietà.
Condivideremo un percorso di consapevolezza emozionale per imparare a riconoscere le nostre emozioni e per non farci fagocitare da stati emozionali transitori quali la paura, la rabbia, l’ansia o l’impotenza – sia che sorgano in noi che nell’Altro. Attraverso pratiche individuali e di gruppo – in particolare attraverso la saggezza collettiva del gruppo – impareremo a trasformare l’energia racchiusa nelle nostre emozioni in un potenziale di saggezza e amore. Non mancheranno numerosi momenti di pratica, dove questa trasformazione potrà proseguire nel grembo del silenzio e della gentilezza.
Sarà proprio questa trasformazione a consentirci di incontrare l’Altro con una mente-cuore silenziosa e compassionevole, empatica con il dolore ma anche con ogni scintilla di gioia, radicata in uno stato di presenza spaziosa e sempre orientata alle risorse del momento presente.

 

 

Tema 3: I bisogni nell’ultimo tratto di vita: le nostre seti

Come accompagnare una persona nella sua sete di senso, pienezza e amore? Nella ricerca di risposte al suo dolore totale?

I bisogni sociali, psicologici e spirituali nel fine vita.

 

“Il nostro corpo è un’orografia di seti molteplici […] fino a quella più sottile e inoggettivabile dell’amore, che tutte le pervade e le anima segretamente” – Ivan Nicoletto

 

Prenderemo in considerazione i bisogni sociali, psicologici e spirituali nella malattia e sulla soglia del fine vita attraverso un approccio globale in grado di ricomporre la persona nella sua unità e nella sua storia, di fronte al suo dolore totale. In particolare ci soffermeremo sui bisogni spirituali, che nell’approccio delle cure palliative si riferiscono alle nostre seti di senso, di significato, di crescite sempre possibili in ciò che stiamo attraversando; seti di amore, di relazioni significative, di vivere nel per-dono…

Sapendo che le seti che ci abitano possono sempre aprirci a possibilità inedite e inaudite, rendendoci rabdomanti di sorgive (Nicoletto) a cui possiamo essere abbeverati anche noi, insieme a coloro che accompagniamo.

 

 

Tema 4: Dal curare al prendersi cura

Come nutrire la motivazione che anima l’impegno nella relazione di cura?

La prevenzione al burn out.

 

“La compassione non e’ una relazione tra il guaritore e il ferito.

È un rapporto tra eguali.

Solo quando conosciamo la nostra stessa oscurità possiamo essere presenti nel buio degli altri.

La compassione diventa reale quando riconosciamo la nostra comune umanità”. – Pema Chodron

 

Come possiamo rinnovare la nostra motivazione nella messa a servizio dell’accompagnamento dell’Altro? Come possiamo rimanere connessi al fiume della nostra intenzione più profonda, affinché il tempo non usuri le nostre aspirazioni iniziali e la nostra pratica di accompagnamento ci possa restituire il dono di una vita più aperta e rinnovata, più compassionevole e autentica, orientata a ciò che davvero conta?

 

Quando incontriamo l’intensità delle difficoltà di coloro che stiamo accompagnando, come possiamo ospitare la sofferenza dell’Altro senza esserne sopraffatti? Come possiamo rivolgere quell’amorevole gentilezza che spesso sappiamo offrire agli altri anche verso noi stessi, i nostri limiti e la nostra vulnerabilità?
Pratiche di compassione saggia e di compassione senza aspettative ci guideranno e sosterranno nel viaggio condiviso della relazione di accompagnamento con le sue incommensurabili risorse e possibilità di apertura della nostra mente-cuore.

 


Tema 5: La risorsa della consapevolezza per l’elaborazione del lutto negli adulti e nei bambini


La ferita è il luogo da cui entra la luce. – Rumi

 

Quando qualcuno che amiamo muore, il cuore si spezza, ma attraverso la ferita passa sia il dolore che la gioia.
Frank Ostaseski

L’esperienza del lutto può portare con sé un potenziale di fecondità e nutrimento, sia per chi subisce la perdita di una persona significativa sia per chi ha il privilegio di accompagnare l’Altro in questo processo, come se chi se ne va da questo mondo riuscisse “ad indicarci una nuova strada per rimetterci al mondo in modo più consapevole” (Sonia Ambroset). Attraverso pratiche di consapevolezza antiche e contemporanee coltiveremo fiducia nella nostra natura profonda e nell’intrinseca intelligenza del cuore per aiutarci a toccare con mano il potere trasformativo del lutto. 

 

La Scuola di Accompagnamento Spirituale comincerà nel 2022.

INSEGNANTI

I seguenti seminari sono introduttivi al percorso della Scuola di accompagnamento psico-spirituale ad orientamento mindfulness. Sono anche laboratori a sé stanti utili e preziosi per i professionisti della salute ma anche per tutti coloro che, pur non essendo operatori della salute o della relazione, sono in un cammino interiore di consapevolezza e desiderano approfondire il loro personale rapporto con l’impermanenza e con quella luce che la consapevolezza del mistero della morte può diffondere nelle nostre vite. Infatti come afferma Arnaud Desjardins “Osare vivere è osare morire a ogni istante, ma è egualmente osare nascere…essere sempre più consapevoli che a ogni istante si nasce, si muore, si rinasce.”

É possibile partecipare anche a un singolo seminario


21 ottobre 2021

dalle 19 alle 21

con Frank Ostaseski

13 novembre 2021

dalle 11 alle 13

con Anne Overzee

22 gennaio 2022

dalle 10 alle 12

con Stefania d’Amore e Simona Moltoni

Non distogliere lo sguardo dalla morte e dal suo inganno
seguilo senza farti domande, così come accetti il profumo di un fiore
o l’albeggiare di un fertile mattino.
Chi non cede ai sogni e alla magia della vita
non conosce né morte, né realta, né conforto.
Solo dimenticando potrai morire e rinascere.
Non cambiare il mondo:
diventa morte e potrai raggiungere la tua parte immortale.
Per scoprire il segreto dell’ignoto occorre attraversarlo
arrendersi alla grazia disarmati.
Tra mille anni cercherai di vederti attraverso i tuoi stessi occhi
o salverai dall’ abisso colui che in passato dimorò nei tuoi giorni.
Dentro ogni morte c’è una vita che conosciamo e figli
che ci ameranno col cuore dei nostri padri; dentro ogni morte
il principio di un’unica coscienza universale
e tanti piccoli frammenti di assoluto
come indecifrabili germogli in cui si cristallizza l’amore eterno.
Che tu sia respiro del vento, riflesso degli astri notturni, ombra
della mia assenza, mare calmo o scintilla divina, apri i miei occhi
e ovunque tu sia diretta portami con te, verso un destino
d’irresistibile bellezza che guidi le infinite possibilità del mio spirito
verso la compassione perenne.
Percorrerò ancora molti sentieri, aprendo varchi al di là del tempo
e nel miracolo di un momento estatico
mentre la gratitudine della vita si riapproprierà del suo mistero
nel mite bagliore di un raggio di sole
avrò smarrito per sempre la via del ritorno.
Solo chi sottrae il suo cuore alla ferocia dell’ego
e innalza templi all’ eterno 
sa che la morte non muore né mai nascerà .
(Karma Nur May)